ENNESIMA TRAGEDIA SFIORATA A LARGO DI LAMPEDUSA

La Guardia Costiera di Lampedusa Si Rende Protagonista Di Un Altro Prodigioso Salvataggio.

Lampedusa 19/04/18 – E’ stata una lunga giornata per gli uomini della Guardia Costiera di Lampedusa, giornata che è iniziata alle 5:00 di questa mattina, quando alle prime luci dell’alba vengono segnalate all’orizzonte tre imbarcazioni di migranti in condizioni a dir poco precarie.
Immediatamente la stazione della Guardia Costiera locale ha mobilitato sei motovedette per assistere gli sfortunati profughi che, partiti dalle coste della Tunisia, hanno affrontato una lunga e dura traversata in pessime condizioni di sicurezza e salute.
Ogni imbarcazione conteneva all’incirca un migliaio di profughi  ciascuna. A complicare le già difficili operazioni, ha contribuito l’affondamento di due delle tre imbarcazioni per sovraccarico delle strutture di bordo.
La priorità della Guardia Costiera si è così spostata verso i 2000 profughi in mare, che sono stati salvati da alcune motovedette e da una nave militare della Guardia di Finanza, purtroppo però, nonostante lo sforzo, sono stati rinvenuti 3 cadaveri.
I migranti sono poi stati portati in salvo a terra, dove sono stati accolti da medici specializzati e sono stati sottoposti a cure di primo soccorso.
La composizione etnica dei rifugiati è molto varia: il 50% è di origine tunisina, il 20% di origine libica, il 10% di origine algerina ed il restante 20% proviene dalle zone del corno d’Africa.
Il sindaco Martello si è già mobilitato, affinchè ci fosse un’ordinata gestione dell’emergenza, grazie all’allestimento di strutture e alla fornitura di risorse di prima necessità.
Il prossimo step delle operazioni prevede un trasferimento, nei prossimi giorni, dei profughi a Messina, dove saranno meglio accolti e assistiti.
Ovviamente, la priorità è rivolta verso le donne ed i bambini che più di tutti avvertono il disagio psico-fisico.
La Guardia Costiera e la Guardia di Finanza hanno fronteggiato in maniera esemplare l’emergenza,  che purtroppo non è stata la prima e non sarà l’ultima.
Enrico Cuccurullo.

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