La mia seconda casa

Agosto, dopo il mese del mio compleanno, è quello che aspetto con più ansia. Forse è banale dirlo, ma lì inizia l’avventura estiva più bella e indimenticabile dell’anno: LA COLONIA ENI.
Col conto alla rovescia di ben sette ore di pullman, si parte da Napoli per arrivare a Cesenatico, località balneare della Riviera Adriatica. Da lontano subito si vede quell’immensa struttura, la mia seconda casa, e il pioppeto, il magico pioppeto, dove si trascorreranno i prossimi quindici pomeriggi tra partite di pallone e di ping-pong o facendo quattro chiacchiere con gli amici ritrovati, che non vedi dalla colonia dell’anno prima.
Arrivati nel porticato della struttura, prima ancora di prendere lo zaino si respira quell’aria di libertà che solo lì puoi trovare, la frenesia, la gioia, le mille emozioni che mai scompaiono, anzi anno dopo anno aumentano. Si vanno subito a prendere le divise, quelle divise che pur essendo bruttissime e tutte uguali tra loro sono il primo segno che davvero sei lì, che sei arrivato a destinazione.
Subito poi la corsa nelle camerate e la scelta dei posti letto, svuotando lo zaino in un lampo e sistemando le “provviste alimentari” per tutte le notti che, si sa, si trascorreranno tra giochi a carte e piccoli, ma proprio piccoli, spuntini: il tutto di nascosto, cecando di non farsi beccare dal sorvegliante notturno.
Dopo che ci si è sistemati e rinfrescati, si aspetta che la mensa apra per scatenare l’inferno!
L’organizzazione tavoli è già avvenuta durante l’anno. Ora è il momento di mettere in pratica tutto ciò che è stato detto in tante conversazioni di WhatsApp, per prendere i tavoli migliori, quelli sul lato opposto alla finestra: tavoli presi il primo giorno, tavoli presi per tutto il soggiorno.

Nel corso della prima cena subito si cerca di far amicizia col cameriere per avere un bis e possibilmente anche un tris, la fame è tanta e cibo ce n’è in abbondanza. Ovviamente dopo la cena si vanno a lavare i denti, un rituale caratteristico della colonia.
Le serate iniziano con la divisione in gruppi, la scelta del nome e dell’inno che ti accompagnerà non solo per il soggiorno ma per il resto dell’anno. Ma, stanchi del viaggio, la prima sera si va a dormire presto e in modo tranquillo.
Sveglia ore 7:30, ecco che l’animatore apre le tende e inizia a fare ogni tipo di rumore per cercare di svegliarti, anche se prima delle 8:00 – 8:15 non si scende a fare la prima colazione con un’abbondante tazza di latte freddo, con 3-4 cucchiai abbondanti di zucchero e 3-4 fette biscottate con la marmellata alla fragola.
Prima di iniziare ogni tipo di attività è risaputo che bisogna sottoporsi alla visita medica iniziale. Si aspetta tutti insieme il proprio turno fuori dell’infermeria, tra chiacchiere e giochi per ingannare l’attesa. Un pranzo veloce e poi subito in pioppeto e lì s’iniziano a fare le prime nuove amicizie dell’anno anche con ragazzi e ragazze degli altri gruppi. Poi giunge l’ora di fare merenda con quello che gli animatori portano e che pian piano cercano di distribuire mentre sono presi d’assalto da noi ragazzi.
In base all’organizzazione generale dei gruppi, si va prima a mare e poi in piscina o viceversa; arrivati a mare, si vedono i grandi gazebi bianchi e gialli, dove possiamo riporre i nostri vestiti e prendere dai cesti gli asciugami gialli e quelli arancioni da mettere sulle sdraio o sulla sabbia prima di stenderci.
Tra partite a beach volley e giochi vari in spiaggia ecco che passa rapidamente il pomeriggio, si va poi a fare la doccia e ci si prepara per la sera indossando la divisa serale: polo e pantaloncino blu.
Le serate a tema organizzate dagli animatori sono molto divertenti perché non sono mai le stesse e ci coinvolgono ai massimi livelli. Ad esempio l’anno scorso organizzavano serate tematiche sulle Olimpiadi o anche semplici ma complesse caccie al tesoro che ci tenevano impegnati tutta la sera.
Il secondo giorno iniziavano i laboratori, che potevano essere mattutini o pomeridiani e che andavano dalla barca a vela alla radio e ai cortometraggi, dalla danza al giornalismo e alla costruzione di giochi fatti con materiali riciclati. Tra il pomeriggio e la sera prima della partenza, ogni gruppo mostrava agli altri ciò che in quei quattro giorni di laboratorio aveva prodotto, ad esempio per chi aveva fatto barca a vela c’era la regata finale di gruppo, mentre chi aveva scelto radio presentava e commentava la regata dei propri compagni o i balletti preparati dal gruppo danza o i cortometraggi degli altri amici. Mentre i ragazzi del gruppo di giornalismo presentavano gli articoli scritti, realizzati spesso dopo aver raccolto testimonianze dalle persone del luogo.
Impossibile dimenticare le gite a Mirabilandia e all’Acquafan di Riccione, due giornate di divertimento allo stato puro nonostante le file lunghissime per le giostre e per gli scivoli acquatici. Stare in compagnia “semiliberi” è il massimo che ogni ragazzo della nostra età può desiderare e fortunatamente ho avuto la possibilità di provare tutto ciò.
C’è poi il soggiorno di due giorni in un vecchio agriturismo di Cascia, coomprensivo di una serata discoteca, che sarà replicata il giorno di ferragosto, tanto atteso da tutti noi perché ci possiamo vestire con i nostri vestiti, mangiare la pizza a pranzo e la sera lasagna con carne e patate fritte, mentre per merenda ci viene dato il gelato e come bibite Coca Cola e aranciata!
Come la serata di ferragosto è bellissima anche quella di San Lorenzo quando tutti noi ci stendiamo sul grande prato per vedere le stelle cadenti. C’è sempre, poi, l’animatore che con lo stereo mette della musica di sottofondo per rendere tutto più unico e speciale. Ma, come ogni cosa bella, tutto ha un termine anche se nulla finisce.
I pianti, le lacrime che accompagnano l’ultimo giorno sono qualcosa che a parole non può essere descritto, nessuno che non abbia vissuto anche per un attimo in quel posto magico potrebbe mai capire. La sicurezza di rivedersi ancora lì, Cesenatico IV gruppo, l’anno successivo e vivere insieme emozioni che ti segnano nel profondo e che faranno sempre parte di te, è ciò che rende l’inverno, la scuola, l’attesa di un anno, una cosa sopportabile.

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