Quel paesaggio…

Quel paesaggio ispirava calma e tranquillità. Le barche erano ferme sul mare. Era un mare pieno di colori: l’arancione e il giallo, il bianco e il marrone, l’unica macchia scura di quel mare vivace. In lontananza si scorgevano le montagne delle isole vicine. L’acqua era stupenda. Però, al calar del Sole, il mare pieno di colori lasciò il posto a un mare cupo, grigio.

Ad impossessarsi del cielo, furono le nuvole e ciò faceva capire che purtroppo la calma stava per finire. Dopo un po’ di tempo, iniziò a piovere. Ma le barche continuavano a galleggiare noncuranti del temporale.

Le nuvole odiavano quel paesaggio. Fu colpito perciò dal temporale.
Le isole vicine erano illuminate dal Sole, mentre le barche e il paesaggio circostante erano schiavi di pioggia e nuvole. Piano piano la pioggia aumentò e il livello del mare salì. Finché dalle nuvole iniziarono a scendere anche pezzi di grandine, che colpivano la montagna e ferivano le barche. 
Il Sole sembrava aver dimenticato quel posto, ormai pensava solo a illuminare le isole vicine.

Le barche tutavia non si allontanavano da quel posto. Non abbandonavano quel pezzo di mare, come fanno due amici nei momenti di maggiore difficoltà.
Il mare a un certo punto inghiottì le barche, fu come se il tuo migliore amico ti avesse tradito.

Di barche non c’era nemmeno più l’ombra. Anche la montagna sembrava cedere. La potenza delle onde fecero crollare la montagna.
Tutto quel paesaggio tranquillo, pieno di colori, in un attimo fu risucchiato e scomparve. Rimasero solo le due isole e il Sole, che aveva tradito quel posto, facendolo inghiottire dalle nuvole e dal mare.
Nessuno seppe che fine fece quel posto, tranne le nuvole e il Sole.

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