Un amico diverso.

In una casa di campagna, lontano dalla città, vive un ragazzo autistico, Ivan, insieme a sua madre, Maria, vedova da pochi anni.
Ivan è un ragazzo autistico diverso da tutti gli altri, lui ha capacità intellettive sbalorditive, riesce a ragionare come noi “normali”, ma c’è qualcosa che lo blocca. Passa la maggior parte del suo tempo solo nella sua stanza, guardando con occhi pensierosi e desiderosi di qualcosa, e con sguardo profondo la finestra, osservando tutto ciò che è per lui un mondo sconosciuto ed esterno alla sua “tana”. Ivan dato che non ci sono scuole vicino casa sua è costretto a frequentare una scuola in città.
Il suo tempo impiegato fuori casa è solo dedicato alla scuola, e assolutamente non ad altro.
Nella sua classe molti dei suoi compagni cercano di stringere un’ amicizia o perlomeno di avere un contatto con lui, ma niente da fare, nemmeno risponde. Solo dopo 5 mesi di scuola, un ragazzo che si chiama Bruno ha tentato di iniziare un rapporto d’amicizia con Ivan. Bruno incomincia a parlargli fregandosene della sua indifferenza, dopo un poco, Ivan si gira e gli dice “Basta non c’è la faccio più ad ascoltarti”, a quel punto Bruno si ferma lo guarda e gli risponde “Non vedo per quale motivo dovrei fermarmi”.
Il giorno dopo, Ivan cerca lo sguardo di Bruno, come se volesse parlargli, ma non riesce ad esprimere questo suo desiderio. Bruno subito capisce e si avvicina a parlargli, questa volta incomincia Ivan stesso a raccontargli una miriade di cose, come se si dovesse sfogare con qualcuno, sembra che quelle cose se le tiene dentro da molto tempo, forse anche troppo.
Questo è successo per circa una settimana, Bruno adesso conosce molte cose di Ivan, per esempio sà che gli piacciono i dinosauri, serpenti, draghi, la letteratura, gli piace ballare, ma soprattutto è molto pigro. Possibile che nessuno mai fino a pochi giorni fa non sia riuscito a capire come approcciare con Ivan, i compagni di classe sanno che lui ha bisogno di normalità, ma se ne fregano lo snobbano perché secondo loro non gli serve a niente un rapporto d’amicizia con Ivan, perché i giovani d’oggi fanno amicizia per poi sfruttare la fiducia acquisita, non sanno ciò che si perdono e cosa Ivan possa insegnare.
Le poche volte che i compagni di Ivan si avvicinano è solo per far piacere alla Professoressa, per far vedere che sono ragazzi senza pregiudizi, ragazzi che non fanno differenze date le diversità.
Oramai, Bruno la maggior parte del tempo a scuola lo trascorre con Ivan, perché trova più interessante un ragazzo pieno di argomenti con eccessiva personalità, rispetto a ragazzi “vuoti” che seguono la massa.
Da quel giorno Ivan incomincia ad aprirsi prima a Bruno, poi a tutti i compagni di classe. E’ strano spiegarsi il perché Ivan abbia reagito in questo modo, forse solo perché Bruno lo ha trattato come una persona normale, questo ha fatto scattare un meccanismo in lui, gli serviva avvertire la normalità degli altri nei suoi confronti.
Quest’esperienza vissuta da Ivan di certo non gli cambierà il problema che possiede, ma sicuramente lo aiuterà a vivere la sua vita più serenamente. Oramai, non ha più la preoccupazione di non essere accettato da determinate persone, perché sà che un offesa o discriminazione ricevuta da una persona, che non vale niente, è nulla.

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